Alle spalle di Posada, dove la piana finisce e cominciano le colline, si apre un'area protetta che molti visitatori scoprono solo dopo essere già arrivati: il Parco Naturale Regionale di Tepilora, Sant'Anna e Rio Posada. Dalla torre del castello si vede benissimo, ed è uno dei motivi per cui consigliamo sempre di salire lassù il primo giorno.
Un parco giovane su un territorio antico
Il parco è stato istituito nel 2014 e copre quasi ottomila ettari, 7.878 per l'esattezza, nel nord-est della provincia di Nuoro, tra i comuni di Bitti, Lodè, Torpè e Posada. Il rilievo che gli dà il nome, il monte Tepilora, supera di poco i cinquecento metri: non è una montagna imponente, ma domina un sistema di valli, foreste demaniali e corsi d'acqua che è la vera ricchezza dell'area.
Dentro i confini ricadono la foresta demaniale di Crastazza-Tepilora e una parte di Sos Littos-Sas Tumbas: lecci, sugherete, corbezzolo e, in quota, una macchia bassa spazzata dal vento. È un paesaggio meno da cartolina rispetto alla costa e molto più silenzioso.
La riserva della biosfera MAB UNESCO
Nel 2017 l'UNESCO ha riconosciuto quest'area come Riserva della Biosfera del programma MAB, con il nome di Tepilora, Rio Posada e Montalbo. È l'unica riserva della biosfera presente in Sardegna e il suo perimetro va ben oltre quello del parco: comprende diversi comuni distribuiti tra le province di Nuoro e Sassari, dalla costa fino all'interno.
Il senso del riconoscimento non è mettere tutto sotto una campana di vetro, ma tenere insieme tutela ambientale e attività umane: pastorizia, agricoltura, artigianato, turismo lento. Per chi viene in vacanza significa una cosa molto concreta: sentieri curati, segnaletica e la possibilità di attraversare in pochi chilometri ambienti completamente diversi.
Il rio Posada, dall'invaso alla foce
Il filo che cuce tutta l'area è il fiume. Il rio Posada nasce nell'interno, viene sbarrato in territorio di Torpè dalla diga di Maccheronis, realizzata fra gli anni Cinquanta e Sessanta per l'irrigazione della piana e oggi gestita dall'ente regionale delle acque, e poi scende verso il mare attraversando campi, canneti e meandri fino alla foce, proprio sotto il borgo.
Lungo il tratto finale il fiume si fa lento e largo: è qui che molti scelgono di scendere in canoa o kayak, con le escursioni proposte dagli operatori locali. Si passa sotto il colle del castello e si arriva quasi alla spiaggia, con un punto di vista sul borgo che dalla strada non si ha.
A piedi e in bicicletta
La rete di sentieri del parco si presta sia alle mezze giornate sia agli itinerari lunghi. Ci sono percorsi facili lungo il fiume e nei fondovalle, adatti anche a chi cammina con i bambini, e tracciati più impegnativi che salgono verso le creste e ripagano con la vista sulla costa.
Il cicloturismo è uno dei punti forti della zona: la piana di Posada è pianeggiante e attraversata da stradine secondarie a basso traffico, mentre verso l'interno si sale e il terreno diventa da mountain bike. Molti nostri ospiti alternano: un giorno di bici in piano fino al mare, un giorno di sentieri dentro il parco.
Mappe dei percorsi, condizioni dei sentieri e calendario delle attività guidate sono pubblicati sui canali ufficiali dell'ente parco e dei Comuni che ne fanno parte: è il riferimento da guardare prima di partire, perché alcuni tratti possono essere temporaneamente chiusi.
Birdwatching e stagioni
La zona umida alla foce del rio, con i suoi stagni e canneti, è il posto migliore per il birdwatching: aironi, cormorani, folaghe e, nei periodi di passo, i fenicotteri rosa che si fermano a lungo in acqua bassa. Bastano un binocolo e un po' di pazienza nelle prime ore della giornata.
La stagione ideale per il parco non è l'estate. Tra marzo e maggio la vegetazione è al massimo, i corsi d'acqua hanno portata e le temperature permettono di camminare tutto il giorno; ottobre e novembre regalano colori caldi e molta tranquillità. In luglio e agosto meglio limitarsi alle prime ore del mattino e lasciare il resto della giornata al mare.
Il parco comincia qui dietro
Villetta Kalòs è a Posada, dentro il territorio del parco: in pochi minuti si è nella valle del fiume, e la sera si torna in veranda senza rifare mezza Sardegna.