Posada si vede prima di arrivarci. Chi percorre la costa nord-orientale della Sardegna se la trova davanti all'improvviso: un cono di calcare, le case aggrappate al versante e, in cima, una torre merlata messa lì a segnare dove finisce la pianura e dove comincia il mare. È uno dei borghi più belli d'Italia ed è il paese in cui viviamo e in cui accogliamo i nostri ospiti.
La cosa bella è che si visita in mezza giornata, ma ci si torna. Noi consigliamo sempre di salire almeno due volte: una alla luce piena del mattino, quando si distinguono bene la valle e i campi, e una verso sera, quando il sole taglia di lato la pianura e il borgo si svuota.
Un borgo verticale, da fare a piedi
Il centro storico è un intreccio di vicoli stretti, scalinate e piazzette che si aprono all'improvviso. Le case sono in pietra locale, molte intonacate in colori chiari, e i vasi di fiori sui davanzali sono una specie di istituzione. Non è un borgo-museo: ci abita gente, si sentono le radio dalle finestre, i gatti dormono sugli scalini.
Si sale a piedi, e conviene farlo con calma, perché la pendenza c'è. Scarpe comode, una bottiglia d'acqua e, nei mesi caldi, un cappello: l'ultimo tratto verso il castello è esposto e all'ombra ci si sta poco. Chi arriva in auto lascia la macchina nella parte bassa del paese e da lì in su si muove solo con le proprie gambe, che poi è il modo giusto per vedere Posada.
Il Castello della Fava e la sua leggenda
La fortezza corona il colle ed è il simbolo del paese. Le fonti la ricordano già nella seconda metà del XIII secolo, quando il territorio era sotto il giudicato di Gallura: da quassù si controllavano la pianura, la foce del fiume e un buon tratto di costa orientale, che era esattamente il punto di tutta l'operazione. Oggi restano il torrione quadrangolare merlato e alcuni tratti della cinta muraria.
Il nome arriva da una leggenda che a Posada si racconta ancora. Il paese era assediato e la fame stava per avere la meglio; agli abitanti restava poco più di una manciata di fave. Le diedero da mangiare a un piccione, che poi lasciarono volare via ferito: l'uccello cadde nell'accampamento nemico e chi lo raccolse gli trovò il gozzo pieno. Se lassù sprecavano fave con i piccioni, ragionarono gli assedianti, di scorte ne avevano in abbondanza. Tolsero l'assedio. Un bluff, insomma, diventato toponimo.
Dalla sommità lo sguardo copre tutto: la valle del rio Posada con i suoi meandri, i rilievi del Parco di Tepilora alle spalle e davanti la linea di dune e pinete che separa la piana dal mare. È il punto da cui si capisce la geografia di tutta la Baronia in trenta secondi.
Gli orari di apertura della torre e le eventuali visite guidate cambiano con la stagione: conviene verificarli sui canali ufficiali del Comune di Posada o della Pro Loco prima di mettersi in cammino.
Cosa c'è oltre il castello
Scendendo dal torrione si incontrano la chiesa parrocchiale, le piazzette del centro e alcuni edifici storici recuperati, tra cui la Casa delle Dame in piazza Eleonora d'Arborea, oggi sede del centro di educazione ambientale: un buon punto di partenza per capire il rapporto tra il borgo, il fiume e le aree protette intorno.
Fuori dal paese, la valle del rio Posada è l'altra metà della visita: acqua dolce, canneti, aironi e, nei periodi giusti, fenicotteri negli stagni verso la foce. Molti la percorrono in canoa, altri in bicicletta lungo le stradine della piana.
- Un'ora e mezza basta per la salita al castello e un giro nei vicoli.
- Mezza giornata se aggiungete la valle del rio e la foce.
- Una giornata intera se unite borgo, fiume e un pomeriggio in spiaggia.
Quando andarci e cosa succede in paese
Da noi il borgo si raggiunge in pochi minuti, quindi non serve pianificare granché. In luglio e agosto meglio la prima mattina o il tardo pomeriggio: a mezzogiorno la salita picchia davvero. In primavera e in autunno invece funziona a qualunque ora, con il vantaggio di trovare i vicoli quasi vuoti e la luce migliore per le fotografie.
Tra le ricorrenze, la più sentita è la festa di Sant'Antonio Abate, patrono del paese, che torna ogni anno in gennaio; d'estate il calendario si riempie di appuntamenti religiosi e civili, serate in piazza e iniziative culturali. Le date non sono mai identiche di anno in anno, quindi il modo più affidabile per saperle è consultare i canali ufficiali del Comune di Posada e della Pro Loco nei giorni prima del soggiorno.
Il borgo è a due passi
Villetta Kalòs è una casa indipendente al piano terra a Posada, con giardino e posto auto privato. Il borgo e la spiaggia si raggiungono in pochi minuti, anche a piedi o in bici.