La prima volta che si percorre il chilometro che separa la casa dal mare si nota subito una cosa: prima della sabbia c'è l'acqua dolce. Il rio Posada arriva qui dopo aver attraversato mezza Baronia, rallenta, si allarga e si mescola al mare in un sistema di stagni, canali e canneti che è molto più di un dettaglio di paesaggio.
Un estuario quasi intatto
Nel 2021 la foce del rio Posada e le zone umide circostanti, nei territori di Posada, Bitti, Torpè e Lodè, sono state riconosciute come area Ramsar, dal nome della convenzione internazionale dedicata alle zone umide di maggior valore. Il perimetro tutelato copre circa 736 ettari e comprende il tratto finale del fiume, le piane alluvionali, i piccoli rii laterali, le lanche e uno stagno costiero sabbioso.
Il motivo del riconoscimento è semplice e raro: questo sistema non ha subito interventi pesanti di regimazione idraulica. È rimasto, in sostanza, quello che era. Un estuario sostanzialmente integro di un corso d'acqua a regime torrentizio è un fatto quasi unico in Sardegna e ormai difficile da trovare nell'intera area mediterranea. La zona rientra nel Parco naturale regionale di Tepilora, Sant'Anna e Rio Posada e, più in generale, nella Riserva della Biosfera UNESCO MaB Tepilora, Rio Posada e Montalbo, l'unica dell'isola.
Dune, ginepri e macchia: come è fatto il paesaggio
Camminando dal paese verso il mare si attraversano in pochi minuti tre ambienti diversi. Prima la campagna e i canneti lungo il fiume, dove la cannuccia di palude forma pareti verdi alte più di due metri. Poi la fascia di macchia mediterranea e gariga, con lentisco, mirto, cisto ed erica: è la vegetazione che d'estate profuma al tramonto e che in primavera si riempie di fiori.
Infine il cordone dunale. Dietro le spiagge, in particolare dietro Su Tiriarzu, si stende una fascia di dune seguita da una pineta, e solo dopo si apre l'area lagunare vera e propria. I ginepri sono i protagonisti silenziosi di questa fascia: piante lente, contorte dal vento, che tengono insieme la sabbia con le radici e impiegano decenni a crescere di poco. Camminarci sopra è il modo più rapido per distruggere un lavoro di secoli, ed è il motivo per cui esistono i camminamenti e i sentieri segnati.
Più all'interno, salendo verso il parco, dominano leccio, sughera e ginepro, alternati alla macchia e alle zone di gariga: la continuità fra montagna, fiume e costa è proprio ciò che rende questo territorio un sistema unico e non una somma di pezzi.
Gli uccelli: chi si vede e quando
La foce del rio Posada e gli stagni costieri sono un punto di riferimento per l'avifauna. Fra le specie segnalate nell'area ci sono folaga, moriglione, germano reale, porciglione, alzavola, codone, volpoca, falco di palude, garzetta, nitticora, gruccione e aironi di varie specie. Il fenicottero rosa è l'ospite più fotografato, riconoscibile anche a distanza. E nel delta nidificano, fra gli altri, avocette e polli sultani: il Porphyrio porphyrio, con il suo blu-violetto acceso e il becco rosso, è presente lungo il rio Posada ed è una delle specie simbolo della zona.
I periodi migliori per l'osservazione sono la primavera, con le nidificazioni, e l'autunno, con i passi migratori. D'estate l'attività si concentra nelle prime ore del mattino e nell'ultima luce della sera, quando la temperatura cala.
Come visitarla senza fare danni
- Restate sui sentieri e sui camminamenti. Le dune e i nidi a terra sono fragilissimi e spesso invisibili.
- Niente droni sopra le zone di nidificazione: il disturbo fa abbandonare i nidi.
- Non avvicinatevi agli stormi per la foto perfetta. Se gli uccelli si alzano in volo, eravate troppo vicini.
- Portate via tutto, plastica compresa: qui finisce in acqua e ci resta.
- Repellente antizanzare per le uscite al tramonto vicino ai canneti.
Una delle cose che ci fa più piacere è sentire gli ospiti raccontare, a cena in veranda, di avere visto i fenicotteri tornando dalla spiaggia. Succede spesso, e non è mai scontato: è il risultato di un equilibrio che regge perché questo pezzo di costa è stato lasciato in pace più che altrove.
A due passi dagli stagni e dalla spiaggia
Villetta Kalòs si trova a circa un chilometro dal mare, con giardino, due verande coperte e barbecue: la base ideale per uscite all'alba e rientri lenti al tramonto. Contattaci per le disponibilità.