Le dune di sabbia bianca di Capo Comino con un ginepro secco in primo piano
Le dune della spiaggia di Capo Comino. Foto: Rbannarita · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Ci sono spiagge che si guardano e spiagge che si attraversano. Capo Comino è del secondo tipo: prima di vedere il mare si cammina tra dune alte, sabbia bianchissima e ginepri contorti dal vento, e quando finalmente si scollina il colpo d'occhio ripaga la camminata.

La sabbia più bianca della costa

Capo Comino è un promontorio in territorio di Siniscola, indicato dal portale turistico della Regione come il punto più orientale della Sardegna, e chiude a nord il Golfo di Orosei. Dai nostri ospiti si raggiunge in circa venticinque minuti d'auto scendendo lungo la costa.

La prima cosa che si nota è la sabbia: chiarissima, finissima, al punto che nelle ore centrali della giornata acceca e conviene tenere gli occhiali da sole anche sotto l'ombrellone. Il mare davanti è trasparente e il fondale resta basso per parecchi metri, il che rende la spiaggia adatta anche a chi porta bambini, purché si tenga d'occhio il vento.

Le dune e i ginepri secolari

Dietro la battigia si alza un sistema dunale tra i più estesi di tutta la costa orientale sarda. Non sono collinette: sono dune vere, mobili, modellate dal vento stagione dopo stagione e tenute insieme dalle radici dei ginepri e dal lentischio. Alcuni di questi ginepri hanno forme bassissime e ritorte, il risultato di decenni passati a resistere alla salsedine.

Sono ambienti fragili. Camminarci sopra in modo disordinato accelera l'erosione, quindi la regola è semplice: usare i camminamenti segnalati per arrivare al mare e non attraversare la duna dove capita. È una cortesia che costa poco e che tiene in piedi il paesaggio per cui si è venuti fin qui.

Il faro e l'isolotto di Ruja

Sul promontorio si alza il vecchio faro, il segno che da lontano identifica Capo Comino e una delle immagini più riconoscibili di questo tratto di costa. Di fronte, a breve distanza dalla riva, emerge il piccolo isolotto di Ruja, uno scoglio che chiude la scena verso il largo.

Capita di vedere qualcuno raggiungerlo a nuoto nelle giornate di mare piatto, ma non è una cosa da improvvisare: qui le condizioni cambiano in fretta e la corrente non si vede dalla riva. Dal punto di vista fotografico, comunque, il momento buono è il primo mattino, con la luce che arriva da dietro l'isolotto.

Gli stagni dietro la spiaggia

Dietro il cordone di dune si aprono due specchi d'acqua salmastra, la Salina Manna e la Salinedda, che nei mesi freddi e nei periodi di passo si popolano di uccelli acquatici. È una parte della visita che quasi nessuno considera e che invece vale una deviazione di mezz'ora, soprattutto per chi ha con sé un binocolo.

Il contrasto è notevole: da un lato il bianco abbagliante della sabbia, dall'altro l'acqua bassa e ferma degli stagni con la macchia intorno. Nel giro di poche centinaia di metri si passa da un ambiente all'altro.

Il vento, e quando andarci

Il vento a Capo Comino non è un dettaglio: è il motivo per cui le dune esistono. Nelle giornate di maestrale la spiaggia è spazzata e la sabbia si alza, condizione ottima per chi pratica sport da vento e parecchio scomoda per chi voleva leggere sotto l'ombrellone. Con vento da terra, invece, il mare si fa piatto come una piscina.

  • Prima mattina: mare in genere più calmo, luce migliore, spazio ovunque.
  • Tardo pomeriggio: la sabbia smette di scottare e il colpo d'occhio sulle dune è al massimo.
  • Giugno e settembre: acqua buona e pochissima gente rispetto ad agosto.
  • Giornate ventose: meglio una spiaggia più riparata, oppure venirci lo stesso solo per la passeggiata.

I servizi sono pochi e stagionali, quindi acqua, pranzo e ombrellone vanno portati da casa. Non è un limite: è la ragione per cui, anche in piena estate, qui si trova sempre un pezzo di spiaggia tutto per sé.

Un'idea che funziona: partire dopo pranzo, passare il pomeriggio tra le dune e fermarsi fino al calare del sole. Al rientro da noi il giardino è ancora tiepido e il barbecue a gas si accende in due minuti.

Una base per la costa

Da Villetta Kalòs, a Posada, Capo Comino è una ventina di minuti d'auto: si parte dopo pranzo e si rientra per il tramonto, con il posto auto privato ad aspettarvi.