Filari di vigneto in Sardegna con le montagne sullo sfondo
Vigneti in Sardegna. Foto: Frank Bättermann · CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons

La Sardegna nord-orientale è un incrocio fortunato di denominazioni. A sud e nell'entroterra si va verso il regno del Cannonau, a nord si entra in Gallura, terra dell'unica DOCG dell'isola. Posada sta nel mezzo, e questo significa che in una sola giornata di strada si attraversano due mondi enologici molto diversi.

Non vi diremo dove comprare: i nomi delle cantine cambiano di anno in anno e le preferenze sono personali. Vi diamo invece le coordinate per orientarvi da soli, perché capire cosa c'è scritto in etichetta vale più di qualunque consiglio d'acquisto.

Cannonau di Sardegna DOC e la sottozona di Oliena

Il Cannonau è il rosso identitario dell'isola e la sua denominazione, Cannonau di Sardegna DOC, copre un'area molto ampia. Il disciplinare prevede una base ampelografica di almeno l'85% di uve cannonau, che sale al 90% per la tipologia Classico, e un titolo alcolometrico minimo intorno al 12,5%. Sono tre le sottozone riconosciute: Oliena (o Nepente di Oliena), Capo Ferrato e Jerzu.

Quella che interessa di più a chi soggiorna da noi è la prima. La sottozona Oliena o Nepente di Oliena è riservata alle uve prodotte nell'intero territorio comunale di Oliena e in parte di quello di Orgosolo, in provincia di Nuoro: siamo a un'ora scarsa di macchina, ai piedi del Supramonte. Il disciplinare impone che vinificazione e invecchiamento avvengano all'interno della zona di produzione, un vincolo che tiene insieme vino e territorio.

In bocca è un rosso caldo, di buona struttura, spesso con note di frutta rossa matura e un finale leggermente amaricante. Sta bene con gli arrosti, con il maialetto, con i formaggi stagionati di pecora. Servitelo intorno ai diciotto gradi, non a temperatura ambiente d'agosto: sotto il sole sardo la differenza è enorme.

Vermentino di Gallura DOCG, l'unica DOCG dell'isola

Risalendo verso Olbia e l'interno gallurese si entra nella zona del Vermentino di Gallura, che è l'unica Denominazione di Origine Controllata e Garantita della Sardegna. Il disciplinare richiede almeno il 95% di uve vermentino e prevede diverse tipologie: Superiore, Frizzante, Spumante, Passito e Vendemmia tardiva.

È un bianco che nasce su suoli granitici, con vento e salsedine, e lo si riconosce per la sapidità e per un finale quasi ammandorlato. Il Superiore ha più corpo e regge piatti di pesce importanti; le versioni base sono perfette per gli antipasti e per i pomeriggi in veranda. Per approfondire e per capire chi produce cosa, il riferimento è il Consorzio di tutela del Vermentino di Gallura DOCG, che ha sede a Olbia.

Monica e gli altri rossi da tavola

Accanto al Cannonau esiste una denominazione meno celebrata ma molto utile a tavola: la Monica di Sardegna DOC. La monica è uno dei vitigni autoctoni storici dell'isola, insieme a cannonau, vermentino e carignano, e dà rossi più snelli, beverini, con tannino morbido.

È il vino che porteremmo in spiaggia se si potesse: si beve fresco, intorno ai sedici gradi, e accompagna senza sforzo pasta al sugo, salumi e verdure grigliate sul barbecue. Costa poco e viene spesso sottovalutato dai visitatori, che puntano dritti al Cannonau senza guardarsi intorno.

Mirto, filu 'e ferru e i liquori di casa

Il mirto è il liquore identitario della Sardegna: si ottiene dalla macerazione in alcol delle bacche di Myrtus communis, l'arbusto che riempie la macchia mediterranea tutto intorno a Posada. Il risultato è un liquore scuro, vellutato, dolce-amaro, che si serve freddo di frigorifero a fine pasto. Esiste anche il mirto bianco, ottenuto dalle foglie o dalle bacche chiare, più delicato e meno diffuso.

L'altro classico è il filu 'e ferru, acquavite di vinaccia dal carattere deciso. Il nome viene da una pratica antica: durante i controlli fiscali le bottiglie venivano sotterrate e segnalate da un filo di ferro che affiorava, unico modo per ritrovarle. È un distillato che non perdona e si assaggia a piccoli sorsi.

Se tornate in aereo ricordate che i liquidi oltre i 100 ml viaggiano solo in stiva. Avvolgete le bottiglie negli asciugamani e mettetele al centro della valigia: da porto e aeroporto di Olbia siete a circa tre quarti d'ora di strada da noi.

Cosa portarsi a casa

  • Un Cannonau di sottozona, per capire quanto cambia il vitigno quando sale di quota.
  • Un Vermentino di Gallura Superiore, da aprire d'inverno per ricordarsi del mare.
  • Una Monica, il rosso quotidiano che nessuno si aspetta.
  • Mirto artigianale, meglio se acquistato direttamente da un produttore e non all'ultimo momento in aeroporto.

Per un quadro completo e aggiornato delle denominazioni, dei disciplinari e dei produttori, le fonti più affidabili restano i consorzi di tutela e i portali istituzionali della Regione Sardegna. Noi, in cucina, ci limitiamo a lasciarvi un cavatappi che funziona.

Una cucina vera a Posada

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